Il Punto

  • Impegnarsi per il bene comune significa lavorare a progresso del Paese

    Pochi giorni fa il Vescovo della Diocesi di Teramo-Atri Mons. Lorenzo Leuzzi ha chiamato a raccolta, in un Convegno Diocesano, i cattolici impegnati in diversi ambiti della Società. Tra queste le persone che hanno ruoli allinterno del sistema sportivo locale hanno animato una interessate discussione di cui vi propongo, di seguito, una sintesi. In premessa il Prof. Cesare Mirabelli, Presidente emerito della Corte Costituzionale, ci ha ricordato che chi si impegna per il bene delluomo lavora al progresso del Paese. L’auspicio è quello di attivare una discussione continua che ci interroghi sul ruolo dello sport e degli sportivi verso quel bene comune al quale sappiamo di poter dare un buon contributo.

    - Premessa

    Il Gruppo di riflessione sul tema Sport ha coinvolto 25 persone realmente impegnate in diversi ruoli in questo particolare ambito: promotori, comunicatori, istruttori, arbitri, giudici, operatori della disabilità, genitori, gestori di centri sportivi. 

    Si è da subito ritenuta una ricchezza quella di potersi confrontare facendo un time-out rispetto alle molteplici iniziative che si susseguono senza sosta ed avere la possibilità di ragionare sul concreto raggiungimento degli obiettivi che ci poniamo verso il bene comune attraverso il nostro impegno nello sport.

    - Problematiche, sfide, difficoltà inerenti alla questione del proprio “ambiente” lavorativo;

    Partendo dalla premessa che il nostro è un settore che vive tantissime positività il dibattito ha rilevato molteplici punti di criticità che caratterizzano l’impegno nello sport: i modelli negativi che spesso provengono dallo sport di vertice, la violenza tra tifosi negli stadi e verso avversari e arbitri nel livello dilettantistico e amatoriale, il bullismo tra i ragazzi, i ruolo dei genitori che spesso assumono posizioni ritenute diseducative, dall’eccessiva “invadenza” nel ruolo dell’allenatore al totale disimpegno “scaricando” i figli da una attività all’altra a mo di parcheggio. Da questo si è poi rilevato il grande bisogno di ricreare un’alleanza educativa tra scuola, sport, famiglia e parrocchia. Si è preso atto che queste difficoltà si amplificano nel settore dello sport-disabili.

    - Quali attese? quale può essere il contributo della fede cristiana?;

    La fede può aiutare a superare grandi difficoltà, può aiutare a “fare squadra” tra le persone di buona volontà. Nel confronto è scaturito il tema del confine etico di alcune discipline sportive e si è constatato come possono essere utili alcuni documenti sullo sport prodotti dalla Chiesa, tra gli ultimi “Dare il meglio di se”, emanato dal Dicastero per i Laici della Santa Sede.

    - Proposte concrete su cosa la realtà ecclesiale può offrire per la formazione dei Laici;

    Qualunque discorso intrapreso è esitato nel desiderio di rilanciare il concetto di Oratorio quale occasione di crescita e formazione per le giovani generazioni.

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    A tal riguardo la convergenza sull’esigenza di un nuovo modello che sia al passo con i tempi. All’origine di questa necessità sono state evidenziate molteplici motivazioni di carattere educativo ma anche economico in quanto le famiglie, spesso, non riescono a sostenere le spese per consentire ai ragazzi di frequentare ambienti formativi di qualità.

    A tal fine si segnala la carenza strutturale della maggior parte delle parrocchie della Diocesi che non prevedono spazi aggregativi o sportivi ma si conviene sul fatto che dal momento in cui si decide di fare un percorso impostato verso una certa direzione si possono tranquillamente utilizzare spazi pubblici o scolastici prossimi senza alterare la dimensione ecclesiale del gruppo. Concordi sul fatto che il Circolo Sportivo Parrocchiale può non essere un luogo fisico è importante che ci sia convergenza tra l’iniziativa laicale e l’impostazione pastorale della Chiesa locale dettata dal Parroco, l’una può essere incentivo per l’altra laddove non ci sia, in questa fase storica, attivismo in questo settore della vita della Comunità.

    Si ritiene utile che la Diocesi promuova la nomina dei Responsabili parrocchiali della Pastorale Sportiva e del Tempo Libero che permettano di creare una rete virtuosa fatta di figure che, remando nella stessa direzione, siano valido sostegno del Sacerdote che, impegnato dalle esigenze primarie della Parrocchia, non riesce a dare l’attenzione necessaria a questo settore che dovrebbe puntare alla creazione di un gruppo e alla relazione con le realtà sportive del territorio parrocchiale.

    Per rendere concreta e motivare questo processo si propone di istituzionalizzare una sorta di “Giubileo Sportivo delle Foranie” o “Foraniadi” dove ci si incontra e ci si motiva reciprocamente.
    Per tutti i cattolici che operano nel settore sportivo viene richiesta una Scuola di Pensiero sullo Sport che veda anche la presenza di autorevoli ospiti che permettano un ricco confronto su esperienze che provengono da altri territori.

    Il gruppo ritiene che una maggiore presenza dei sacerdoti sui campi sportivi possa essere “lievito” per far emergere anche i laici cattolici all’interno delle Società Sportive.

    Conclusioni

    E’ possibile individuare nello sport un “alleato” per ricostruire la comunità disgregata dalle calamità e dall’individualismo, andando a coinvolgere anche giovani o persone in generale che non vivono abitualmente i “riti” proposti dalla Chiesa facendone strumento educativo e promotore di quella “gioia di vivere” propria della cristianità, motivazioni che ci comunicano come valga la pena investire e “sporcarsi le mani” in questa esperienza di vita che può essere un vero e proprio cammino per crescere al fianco di figure educative e vivere la fede in maniera comunitaria.

    Angelo De Marcellis

    Presidente Regionale CSI Abruzzo

     

dal regionale

  • L’Alanno Cup porta in strada oltre cento ciclisti

    Marcone e Borghese trionfano nel primo appuntamento del Criterium CSI.

    Walter Marcone e Stefano Borghese si sono aggiudicati il "Trofeo Città di Alanno", gara ciclistica amatoriale su strada organizzata dall'ASD Xtreme Team in collaborazione con il CSI Pescara e valida quale primo appuntamento del Criterium CSI. La manifestazione ha visto la partecipazione di oltre 100 ciclisti che domenica mattina si sono dati battaglia lungo il tracciato previsto dall’organizzazione (un circuito di 6,1 km da ripetere più volte per un totale di circa 60 km). La prima gara – riservata alla fascia di età 18/44 anni, serie 1 e 2 – è stata vinta da Walter Marcone della “Abruzzo Bike” che si è imposto in volata al fotofinish su Mario Giangrande dell’ “ASD Xtreme Team” e Danilo Ricci del “Team Go Fast”. Nella seconda competizione - dedicata alla fascia di età 45/72 anni (serie 1 e 2) – invece ha trionfato Stefano Borghese dell’ “ASD Centro Fai da Te” che ha avuto la meglio su Antonello Tirabassi del “Team Levante”. Soddisfazione per la riuscita dell’evento è stata espressa da Alessio Maddes, responsabile arancio-blu per la disciplina del ciclismo: “Come si dice in questi casi, buona la prima. Nonostante le condizioni meteo non ottimali, abbiamo registrato una risposta positiva da parte degli appassionati delle due ruote”. Il prossimo appuntamento agonistico è fissato per il prossimo 31 marzo: in quella data, a Piano d’Accio, si terrà il “II° Trofeo Maddes”.

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